"Ciao ho 16 anni e voglio fare la fashion blogger... oppure la velina!"

/
2 Comments

Uno dei miei ultimi articoli che potete trovare su www.gushmag.it, sezione Fashion/Lifestyle, rubrica Outfitspertutte. 


Da quando ho avuto la fortuna di aprire la pagina Instagram, ho scoperto un mondo che non avevo la più pallida idea potesse esistere. Oltre alle persone che vivono sui social per sfogare ogni frustrazione insultando il prossimo – i poveri panda sono in via d’estinzione e ‘sta gente no, queste sono le cose che mi fanno imbestialiste – mi sono soffermata su quelle che, dopo le Very Important Person, sono le protagoniste indiscusse della maggior parte dei social network; belle ragazze dallo stile e carisma indiscutibile che pubblicano foto e descrizioni dei loro look impeccabili. Di chi parlo?  Delle fashion blogger. Voi vi starete chiedendo “E tu cosa sei?”. Io sono poco fashion e molto blogger e di conseguenza non mi permetterei mai di definirmi tale.
A prescindere, questa figura nasce all’estero parecchi anni fa, entra nel panorama italiano da poco tempo, ma nonostante questo, si afferma velocemente, diventando protagonista della moda, di dibattiti e anche, purtroppo, di scontri. Sia chiaro, prima che qualcuno possa arrivare a fraintendere o magari distorcere il mio discorso, io non ho nulla contro questa categoria, anzi, ammiro molto le ragazze che svolgono professionalmente e quindi seriamente questo lavoro, in più, da tre mesi a questa parte, ho avuto la fortuna e l’opportunità di stringere dei legami con alcune di loro, scoprendo – anche sulla mia pelle – quanto sia difficile svolgere questo tipo di attività, o simile, soprattutto quando si hanno migliaia di occhi puntati addosso e la maggior parte di questi, pregano tu possa commettere un errore, per poter dar conferma alla convinzione stupida e soprattutto ignorante che“interessarsi e parlare di moda, equivalga a essere un’oca “
Ultimamente, proprio perché sono perennemente a contatto con l’universo femminile che si trova  all’interno dei social network, sono arrivata alla conclusione che queste belle e fascinose ragazze, oltre a dettare tendenze sulla moda – come in teoria dovrebbe essere – sono diventate un vero e proprio esempio per un numero sproporzionato di donne, ragazze, bambine.
Vi siete mai fermati a osservare la pagina Instagram di una fashion blogger professionista? Io adoro farlo. I loro profili sono impeccabili, sembrano usciti dal paese delle meraviglie. Perfetti in ogni singolo dettaglio, colorati, pieni di foto e vestiti splendidi – alcuni addirittura, pare emanino il profumo della proprietaria del profilo stesso – e non scherzo – accade però, che tutte le volte che mi ci soffermo, vengo distratta dai commenti che vengono lasciati dalle fan, tipo: “Sei stupenda!!!”, “Sei un sogno!!!”, “Dopo aver visto questa foto, la mia autostima ha deciso di suicidarsi!” “Come faccio ad essere magra come te?”. 
Oltre a rimanere sconcertata da certe affermazioni – si, perché, gioia mia, la tua autostima ha deciso di suicidarsi dopo che hai finito di scrivere quella frase – quello che mi fa storcere il naso, sta nel fatto che, a mio modestissimo parere, essere d’ispirazione per quanto riguarda  la moda è un conto – e fin qui nulla da dire, dato che è quello per cui nascono le fashion blogger – essere considerate un esempio di vita, è altra cosa, e sinceramente poco m’importa se oltre ad essere fashion, sprizzi perle di “lifestyle”, perché ognuno hai il proprio stile di vita e il tuo non è migliore del mio solo perché indossi una Chanel o fai foto sul bordo piscina di un Hotel che non ha le stelle, bensì le galassie. Ma poi scusate, stile di vita de che? Piacerebbe anche a me lavorare indossando vestiti e girando posti spettacolari ‘all around the world’, ma questo – io lo so, molte ragazze no – è capitato a pochissime fashion blogger, vedi la bella Chiara Ferragni, e a poche altre capiterà, quindi inutile basarsi su uno stile di vita praticamente irraggiungibile per tutte, fuorché per la principessa di Monaco.
Mi è capitato di constatare la stessa identica cosa nelle pagine di molte showgirls italiane. Addirittura ho notato ragazze che cercano di comprendere quale sia la marca di intimo indossata dal proprio idolo, per non parlare di chi – e qui vi consiglio di sedervi se ancora non l’avete fatto – domanda a quelle che si sono dichiaratamente sottoposte ad interventi di chirurgia estetica, il nome del dottore che le ha operate “perché le tette le voglio come le tue, altrimenti nulla!!”.  Io sinceramente rimango allibita davanti a ciò e mi chiedo come si è potuti arrivare a questo, come sia possibile che ragazzine ma anche – soprattutto e purtroppo – donne, possano arrivare ad idolatrale queste figure note, al punto da voler sembrare loro, non imitando quindi un capo d’abbigliamento o un rossetto, che possono piacere o meno, ma basandosi solo ed esclusivamente sulla fisicità o sull’apparenza e rivolgendo il proprio pensiero verso quello che appare come guadagno facile.
Mi piacerebbe si potesse tornare indietro di quarant’anni, quando, come mi racconta mia madre, ogni donna prestava più attenzione al suo nutrimento cerebrale e successivamente a quello esteriore, quando essere belle significava indossare una gonna nuova e stirarsi i capelli con il ferro da stiro – si, le nostre madri hanno fatto anche questo – ma soprattutto quando le donne che venivano prese come esempio avevano un “lifestyle” – giusto per rimanere in tema – degno di nota.
Qualche giorno fa ho ricevuto una mail che mi ha lasciato di stucco; 16 anni, molto carina – mi ha mandato in allegato una sua foto – mi chiede come può diventare una fashion blogger o una velina, è uguale, per lei vanno bene entrambe le professioni. Le chiedo il perché vuole arrivare a una di queste due posizioni, mi risponde: “Che domanda è? Perché lavori zero e guadagni 1000″. Possiamo fermarci a riflettere? Questa valga come risposta per chi, fino a questo momento, si è domandato il perché di questo pezzo.
A presto.


You may also like

2 commenti:

  1. Ciao Alessandra, dopo aver letto le parole di questo post sono rimasta io senza parole... Vedere riflessioni del genere dimostra maturità. Sai mi capita spesso di vedere ragazze, nelle pagine delle loro vip preferite, che confessano loro problemi (quindi senza rendersi conto di farlo pubblicamente) come se fossero i loro confessori o addirittura fossero amiche da una vita. Vedo in giro gente molto sola, molto frustrata, che cerca aiuto e idola persone che non se le "cagano" di striscio. Per loro sono un numero: "600.000K", "3KK" e vai con la foto con le chiappe numerate di fuori. Io la penso esattamente come te e mi rendo conto che viviamo in un mondo sempre più perso. I veri valori sono quelli che mancano ha ragione tua mamma, così come la mia, nemmeno sanno cosa sia Instagram. Visto che siamo in tema voglio raccontartene una io: l'altra volta becco una foto di Chiara Biasi con la sigaretta, non so cosa mi sia preso, ma le ho scritto in tutta franchezza che potrebbe evitare di pubblicare foto con sigarette in bella vista, visto che è seguita da tantissime ragazzine che la idolatrano e la prendono come un modello, e una di loro sai cosa mi ha risposto? Di farmi gli affari miei e che con la sigaretta è una figa da paura. Ovviamente cosa avrebbe potuto dirmi? Ci siamo capite penso... Ti auguro la buonanotte -un'amica-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao tesoro. Sono veramente felice che tu condivida le parole di questo post. Sai, credo che l'errore non sia delle ragazze che hanno queste pagine con migliaia di followers - spesso credo sia difficile gestirle tutte - ma delle fans stesse. Quando si arriva ad idolatrale qualcuno che non si conosce in questo modo, fondamentalmente c'è qualche problema alla base. Solitudine? In primis. Spero di essere sempre all'altezza delle tue aspettative. Ti bacio. Alessandra

      Elimina

Copyright © 2013 Crinzieacapo by Alessandra Crinzi. All rights reserved . Powered by Blogger.

Translate