Moda, media e disturbi del comportamento alimentare. Così è se VI pare.

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Sono un'affezionata lettrice di diverse riviste che si occupano di life style e moda, in particolar modo di due alle quali sono addirittura abbonata. Per me sono diventate un appuntamento piacevolissimo e ho sempre atteso il giorno d'uscita con ansia. La scorsa settimana, in una di queste riviste, sotto la rubrica rivolta alla posta dei lettori, la mia attenzione si è soffermata sulla lettera di una madre che qui di seguito riporto e vi prego di leggerla attentamente.


"Vi leggo da anni, e dato che ho una figlia di 15 anni appassionata di moda, ho deciso di abbonarmi. Lei non vede l'ora di trovarla tra la posta. Per meglio dire, non vedeva l'ora. Perché ora la rivista gliela porto io, ogni settimana, nella comunità per disturbi del comportamento alimentare in cui è ricoverata da due mesi per anoressia. Già da qualche tempo ero titubante se continuare a portargliela e oggi ho avuto la conferma che, per il suo bene sarò costretta a bandirla. Non ho nulla contro la magrezza, le modell naturalmente snelle valorizzano i vestiti. La prego di focalizzare bene certe modelle che pubblicate: le sembrano tutte magre al naturale? Perché pubblicate articoli e lettere sul tema dell'anoressia con la solita farcitura di luoghi comuni? È tutto così ipocrita! Non dico che certe immagini siano causa della malattia, so bene che vi sono fattori predisponenti, come mancanza di autostima e molto altro, ma certo anche l'inseguire certi canoni estetici alimenta la malattia. Vorrei un po' più di attenzione e sensibilità. Ho diritto di manifestare tristezza e disagio. Le porgo i miei saluti"



Risposta



"Cara Cristina, intanto milioni di auguri per sua figlia. In tanti anni di professione mi è capitato di trattare spesso l'anoressia, quindi conosco bene il dramma che lei è sua figlia state vivendo. Ho avuto modo di approfondire le mie conoscenze sulla malattia ascoltando sia chi me soffre, sia centinaia di esperti. E, a proposito di luoghi comuni, non sono sicura che certi modelli influiscano più di tanto. Perché non si consulta con chi ha in cura sua figlia prima di bandirle qualcosa che le dà gioia?"


Rispondo io alla giornalista di TuStyle di cui sopra leggete le parole - ho inviato la leggera ieri - visto che sono praticamente certa che la madre della ragazza, non ne avrà modo, ma soprattutto è giustamente la voglia.


Carissima Gloria, ammiro molto Lei e l'intera redazione della rivista per la quale lavora, ma da lettrice abbonata, nonché da donna, nonché diretta testimone dei disturbi del comportamento alimentare, mi aspettavo da Lei, persona dalle evidenti qualità intellettuali, una risposta meno superficiale e più approfondita.


So bene che quando si parla di moda, media e anoressia, a voi del campo - come si dice dove sono nata - vi si drizza il pelo, ma dato che ormai è palese che ci sia un collegamento tra le due, è inutile far finta di nulla.



Come diceva la signora Cristina, alla quale anch'io rivolgo i miei migliori - e sinceri - auguri per la figlia, i modelli proposti da Voi media in genere, NON SONO LA CAUSA DIRETTA di queste malattie, ma bensì le FOMENTANO, spesso peggiorandole; chi dice il contrario, non ho paura a dirlo, mente, e lo fa anche in modo spudorato.
Data la sua esperienza, non metto in dubbio che possa aver parlato con migliaia di esperti e possa essersi confrontata con non so quante persone, ma dia retta a me, se Voi per primi, anziché proporre modelle che hanno i polsi e le cosce della stessa circonferenza, se anziché pubblicare foto di donne già fisicate e in più palesemente modificate con programmi appositi - non sia mai che s'intravedesse un po' di carne, sacrilegio!!!  - iniziaste a proporre un tipo di donna "normale" e per normale intendo in salute, in forma, tonica, ma che si avvicina alla fisicità della maggior parte delle vostre lettrici nonché, alla maggior parte della popolazione femminile mondiale, potrebbe essere un passo in avanti verso la lotta contro i pregiudizi fisici che spesso sono la goccia che fa traboccare il vaso, quando si parla di carenza di autostima e problematiche connesse a ciò.



Sa cosa mi fa rabbia? Che quando si tratta di parlare di disturbi del comportamento alimentare, lo fate sempre come se fosse un problema che si distacca completamente dal "vostro" ambito, quando invece, senza ipocrisia, dovreste ammettere che moda/tv/riviste, bulimia e anoressia, anche se in parte, si tengono per mano. Provi a parlare con qualche ex modella, quelle che all'interno delle agenzie si sono sentite dire "no" perché avevano i fianchi che misuravano 90 cm o peggio: "Sei una taglia 36 (faccia inorridita)? Torna quando vestirai una 34!!!". Provi a confrontarsi con le adolescenti in carne e in età di sviluppo, che si sentono dire dalle coetanee che sono "grasse" ed in più, sfogliando le riviste o guardando la televisione, si ritrovano ogni giorno davanti a immagini di donne dalle fisicità irraggiungibili. Provi a chiedermi perché a 18 anni ho smesso di mangiare. Perché sì, la mia autostima non è mai stata ai livelli di quella di Naomi Campbell, ma dato che una dieta non era sufficiente e mi ritrovavo continuamente davanti a immagini di donne che fomentavano il mio desiderio di magrezza, ho scelto la via più "facile", non comprendendo che mi sbagliavo e che quella maledetta strada avrebbe potuto portarmi alla morte.



Chiedo scusa se sono stata poco simpatica, ma quando si tocca questo tasto divento vulnerabile e spesso nervosa. Quello che volevo dirLe, e molto umilmente consigliarle, in sintesi, è questo; la prossima volta che una madre Vi si rivolge in merito alla questione, e magari lo fa anche per avere del conforto (mi chiedo; se ne era accorta?) invece di rispondere in modo formale, con frasi di circostanza e senza dare delle vere risposte, sarebbe meglio faceste della sana autocritica, perché alla storia che i disturbi del comportamento alimentare non siano assolutamente collegati ai media e alle fisicità che continuamente propinate, mi dispiace, ma non ci crede più nessuno.
Per intenderci, è più credibile che le tette di Belen Rodriguez siano vere e che Babbo Natale e la Befana esistano e se ci tenete a saperlo, secondo me, anche loro sono d'accordo con la sottoscritta.



Complimenti per il vostro splendido lavoro di redazione.

Cordialmente

Alessandra Crinzi

Genova


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2 commenti:

  1. Ciao Ale :)
    Condivido pienamente il contenuto e il tono della tua risposta alla redattrice di tustyle.
    Ê un argomento che anche a me sta molto a cuore quindi capisco perché ti infervori!!!
    La risposta data alla msmma della ragazza ê indegna....
    Spero ci sia una rettifica in seguito alla tua lettera.

    Ti abbraccio, Danila

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Dani. Sono felice che anche tu condivida il mio pensiero. Non sono riuscita a stere zitta e come te credo che la mia lettera non verrà mai pubblicata, ma poco importa, l'importante è che la persona alla quale l'ho indirizzata l'abbia letta.

      Ti bacio

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