Se bella vuoi apparire...ma anche no!

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Ci siamo quasi. Dopo un lunghissimo periodo di pace, piano, piano si avvicina il giorno considerato da molti e molte come quello del giudizio; il giorno della prova costume. Voi penserete che sto esagerando, che è presto, siamo ancora a febbraio ed in un certo senso devo darvi ragione, ma vi è capitato di guardare le pubblicità televisive negli ultimi 10 giorni? Siamo passati dalla fase “maggnate pure come delle porche, dall’antipasto al cotechino, tanto non vi vede nessuno”, alla fase “prendi il brucia grassi dopo aver mangiato mezza foglia di lattuga – non di più – perché devi assolutamente dimagrire”. Eh? Ma de che?!
Ogni anno in questo periodo è la stessa storia, in contraddizione con il periodo che lo precede, quindi da settembre in poi, dove c’inculcano il messaggio che possiamo mangiare qualsiasi cosa. In Tv passano pubblicità che ti fanno prendere peso solo a guardarle; biscotti, salami, formaggi – per non parlare del periodo natalizio – panettoni, torrone, cioccolatini di ogni tipo – mi viene fame solo ad elencarli – da febbraio invece, iniziano i primi campanelli d’allarme, tra cui una specie di diavoletto che seduto sulle nostre spalle ci bisbiglia all’orecchio “smetti di mangiare, devi metterti in costume!!!”. E così da un momento all’altro, mentre siamo comodamente impigiamate davanti alla Tv, pronte per rilassarci sgranocchiando patatine come se non ci fosse un domani, ci ritroviamo davanti ai sensi di colpa, cioè a programmi televisivi dove esperti dietologi stillano elenchi di cosa mangiare per perdere peso, o meglio, consigli pratici su come sopravvivere ai digiuni che propongono, pubblicità di drenanti che ti fanno urinare pure l’anima oltre che i reni, pillole brucia grassi – che funzionano più o meno come il parlamento italiano – creme rassodanti, tonificanti, riequilibranti e la mia preferita, la pubblicità dei fanghi contro gli inestetismi della cellulite. Tutti gli anni si ripete, è sempre la stessa. Protagonista, figa stratosferica con chiappe di marmo e pancia più piatta di pavimento. Bella comoda e tranquilla, si cosparge il sedere sodo come una palla da bowling di melma di colore indefinito, ovviamente senza sporcarsi e la cosa più assurda, sta nel fatto che sembra anche felice di farlo. Questa è proprio la pubblicità ingannevole per eccellenza e lo dico gridandolo ai quattro venti! Avete mai provato a farvi i fanghi a casa? Io si! Lo faccio da anni e partendo dal presupposto che chi lo fa, solitamente qualche buco di cellulite ce l’ha – a differenza della figa pazzesca che li pubblicizza – cercare di non sporcare l’intero bagno è una specie di miracolo, ma se vogliamo omettere questa parte, non possiamo di certo farlo con la fase in cui ti devi avvolgere con del cellophane per mettere in funzione i principi attivi, prendendo le sembianze di un pollo allo spiedo d’ asporto. Già, perché dopo che ti cospargi di melma, devi anche avvolgerti tipo salame dolce;  il classico momento in cui ogni donna perde la sua dignità, girando per casa come uno spaventa passeri e pregando in tutte le lingue del mondo che nessuno suoni alla porta.
Un’altra pubblicità che mi fa letteralmente impazzire è quella di una nota crema sempre contro gli inestetismi della cellulite. Sua caratteristica principale è una voce maschile fuori campo che, con tono quasi inquisitorio, dice “La cellulite è una malattia! Curala!”. Ed io tutte le volte penso la stessa cosa, “ammazzati e poi vedi se riesci a risorgere per curarti!”. Dai su, ma cosa ci dicono? Il cancro è una malattia, anoressia e bulimia sono malattie e ben gravi, non la cellulite, che sì, negli stadi più avanzati può portare ad avere dei problemi, ma che di certo non risolvibili solo con una cremina.
Com’è che si dice? Se bella vuoi apparire… Ok, ma quello che mi fa specie è che non devono essere Tv e giornali a decidere quando dobbiamo mangiare infischiandocene della pancetta e quando invece arriva il momento di correre ai ripari, affettandoci i pezzi di carne in eccesso. Mica siamo dei prosciutti e comunque, anche se non l’hanno ancora capito – è chiaro che ci sottovalutino – siamo anche dotate di materia cerebrale (!!!).
Sapete cosa vi dico? Vi dico che dobbiamo essere noi a decidere se dobbiamo mangiare di più o di meno. Se vogliamo metterci a dieta o no. Se vogliamo iscriverci in palestra, oppure no. Insomma, dovrebbe esserci una via di mezzo, dove una persona durante tutto l’anno cerca di svolgere un minimo di attività fisica per mantenersi prima di tutto in salute e dopodiché in forma e ciò non significa, secondo i canoni che dicono loro – e per loro intendo chi dall’alto cerca diplagiarci per scopi prettamente commerciali – perché care mie, io la tartaruga la tengo in giardino, non la voglio sulla pancia e se desidero mangiare carbonara e amatriciana fino a maggio, lo faccio senza sensi  di colpa e non m’interessa se non avrò una prova costume a prova – scusate il gioco di parole – di “servizio in spiaggia” di Studio Aperto – che Dio ce ne scapi e liberi- non importa se non sarò in forma perfetta per gli altri, l’importante sarà essere prima di tutto in buona salute, anche senza addominali power, culo di marmo e bicipiti da urlo, quindi non “in forma” per la società, ma essere semplicemente serena e di una “forma” che piace, ma a me stessa.
Alla prossima

Articolo presente su www.gushmag.it, sotto la sezione martedì/lifestyle/outfitspertutte.


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5 commenti:

  1. Frasi fatte, frasi fatte everywhere.

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    1. Realtà dei fatti, più che frasi fatte :)

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  2. Che piacere leggerti! Un bacio
    Elena

    RispondiElimina
  3. Sei strepitosa! scrivi meravigliosamente, e soprattutto cose vere! Nessuna frase fatta. È un piacere leggere ciò che scrivi! Continua così, un bacione

    RispondiElimina

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