Miss Italia e l'alibi curvy che curvy non è

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Ne discutevo qualche settimana fa e pensavo di non dover più riprendere l'argomento, ma Facebook è una fonte incredibile di notizie - almeno riesce ad avere un senso - e non ho potuto fare a meno di notare la foto che vedete in testa al mio pezzo, preceduta dal seguente titolo che risulta agghiacciate se abbinato alle immagini; "Miss Italia”, rivoluzione curvy: le forme morbide protagoniste del concorso".
Ammetto - chi mi segue su Instagram lo sa - rimasi già abbastanza basita davanti alla foto di Erika, una delle prime vincitrici di questa categoria, visto che di curvy, quella splendida ragazza, non aveva proprio nulla, forse il push-up all'interno del reggiseno. Con loro, queste nuove elette, ho la scusa per poter riprendere l'argomento e utilizzare l'aramaico antico che ho accuratamente imparato durante le ferie, per poter imprecare a causa degli organizzatori di questo concorso che nell'ultimo decennio ha rasentato il ridicolo, e che oggi rappresenta al meglio quest'aggettivo.
Facciamo un po' d'ordine:
1) Pare che la Signora Mirigliani abbia "gentilmente concesso" alle ragazze taglia 44 di partecipare a Miss Italia, per poter avere all'interno del concorso delle fisicità che ricordano quelle anni '50.
2) Curvy. Parola che sentiamo rimbombare molto frequentemente, soprattutto nell'ultimo periodo, e che porta con sè il seguente significato;
a. curvo, ricurvo b. (di donna) tutta curve, prosperosa.

Bene, abbiamo i punti principali. Proseguiamo.

Dalle foto che ho esaminato, risulta che le ragazze elette per rappresentare questa categoria sono tutto fuorché prosperose e burrose. Ho potuto constatare che una di loro ha il fisico più sinuoso delle altre, con un corpo a clessidra che ricorda quello dell'amatissima Loren, ma ovviamente, per non distaccarsi troppo dagli standard, l'hanno scelta con qualche chiletto di meno rispetto a quelli che, l'amata Sofia, portava con grande armoniosità e classe. Continuo il ragionamento. Mi soffermo con lo sguardo nuovamente sulle immagini che ritraggono le bellissime Miss, e davanti a me ho delle donnine che ai miei occhi risultano possedere fisicità normali. Non vedo nulla di curvy, e questo ovviamente se mi baso sui canoni estetici che vengono utilizzati negli ultimi anni per definire questo termine. Candice Huffine, modella Pirelli, in prima linea, qualsiasi modella curvy a seguire. Per farvi un'idea di quello che sto cercando di dire, basta prendere in visione un qualsiasi catalogo d'abbigliamento online dedicato alle taglie più morbide; Forever 21 e Asos Curvy, come prova lampante.

Mentre scrivo queste parole mi sento estremamente confusa, perché più metto insieme i pezzi e più mi rendo conto che è la società stessa ad avere dei problemi con questo termine che, a parer mio, viene utilizzato con una facilità estrema e spesso - come alibi - creando solo pericolosi fraintendimenti.
Allora, parliamoci chiaro - e qui mi rivolgo ad ogni componente dell'organizzazione e ovviamente alla Signora Mirigliani che con astuzia ha messo in scena una presa in giro talmente palese che risulterebbe chiara anche agli occhi di Flavia Vento - come direbbe mia zia cresciuta a Napoli, CÀ NISCIUN È FESS!! Siamo tutti d'accordo - o almeno, la maggior parte di noi - nel dire che le ragazze che volete far passare per curvy non lo sono, e se invece, la definizione di curvy, dovesse comprendere al suo interno le fisicità da voi proposte, significherebbe che tutte le case di moda dovrebbero smettere di utilizzare modelle taglia 46, 48 e 50, per rappresentare le taglie morbide e che il 90% delle donne abitanti in questo mondo sommerso dal letame, è obesa.  A prescindere da questo, a mio modestissimo parere, non vi è assolutamente permesso lanciare messaggi che risultano pericolosi, prendendo delle ragazze con una fisicità nella norma - e per " nella norma " interno che rappresentano moltissime appartenenti al mio genere -  affibbiandogli un aggettivo che viene utilizzato per classificare donne e modelle in rappresentanza decisamente più in carne.

Sono delusa, anzi, sono triste e profondamente amareggiata, perché se avessi assistito a questo scempio qualche anno fa, vittima ancora della malattia, probabilmente avrei trascorso intere giornate guardandomi allo specchio schifata dal mio corpo, più di quanto non lo fossi già. E' inutile (far finta di) voler sensibilizzare l'opinione pubblica in merito ai disturbi del comportamento alimentare - anoressia, bulimia e obesità - se poi viene permesso ad un concorso a livello nazionale di portare avanti una boiata di questo tipo, capace di mettere a repentaglio certezze, oltre che - non esagero - la salute fisica e mentale di donne che combattono giornalmente contro i loro demoni. Chi mi conosce lo sa bene, trovo che ridurre la donna ad una "classificazione per taglia" sia un insulto per l'intero genere femminile, purtroppo però gli eventi mi portano a dover intraprendere questi discorsi. Ciò non significa che io preferisca una tipologia di fisicità rispetto ad un'altra, ma semplicemente pretendo che ogni donna venga rispettata a prescindere dal fisico, partendo dalla sua irripetibile anima.

Ok. Mi riprendo. Bando alla tristezza e torno in me dicendovi che se le ragazze che vedete nella foto sono curvy, Berlusconi non ama la figa, Flavia Vento è un premio Nobel, la Rodriguez ha il sedere flaccido ed io, ovviamente, sono la prossima modella taglia forte del calendario Pirelli. 
Alla prossima 


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2 commenti:

  1. Sono ancora dentro questa "malattia",che mi spinge a voler dimagrire, poi abbuffarmi eccetera. Vorrei solo sapere:come hai fatto a uscirne? Sei un grande esempio per me. Bacini.

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  2. La paura di non riuscire più a vivere le persone che amo mi ha spinta a curarmi. Ho deciso che ero più importate io di quella taglia che era diventata ossessione e ho iniziato Ad andare da un nutrizionista che mi ha aiutata a mangiare senza abbuffarmi. Gli strascichi della malattia rimangono sempre; è una continua lotta, ma vinco io.

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