Compro, vendo, accumulo followers; i giovani italiani, Instagram, i nuovi "vip" e i loro segreti

/
5 Comments

I social network sono diventati dei profondissimi tunnel sommersi dal letame. Pensate che io stia esagerando? Credetemi, non è così. Non so da cosa dipenda esattamente, non so se attribuire la colpa ad una società che non riesce a trasmettere valori ai giovani, o ad un paese che li lascia vagare tra un lavoro precario e l'altro. È certo che, come ho già detto in passato, le reti sociali sono lo specchio della società e questo, per quello che ho potuto constatare da quando ne faccio parte, è da considerarsi veramente inquietante. Sì, il mio secondo nome è "polemica", ma caratteristica principale del mio essere è quella di non riuscire a tacere davanti a ciò che non mi piace, senza contare che solitamente reagisco con queste provocazioni solo nel momento in cui vengo posta dinnanzi a situazioni particolari e ammetto, quello in cui mi sono imbattuta nell'ultimo periodo non mi piace per niente, al punto, non nego, di avermi portata a pensare di abbandonare il mio progetto. Quello che penso dico. Non ho contratti con alcuna agenzia, non ho il terrore di inimicarmi qualcuno, non faccio parte dello "star system dei social" - definirlo così fa ridere i polli ma rende l'idea - di 'sta gente senza nè arte nè parte che per un paio di followers sarebbe capace anche di vendere genitori e animali domestici su eBay e Depop.  Il gioco è questo; non importa possedere capacità particolari, non importa aver intrapreso percorsi di studi adatti alle proprie attitudini, non importa nemmeno essere bravi a far qualcosa, no. La priorità è diventare famosi, accumulare consensi e seguaci. Le dinamiche dei social glielo permettono e cosi ci si ritrova davanti a queste tizie e tizi privi di personalità, arroganti, spocchiosi che molti conoscono, ma praticamente nessuno sa il perché.
Non sono a conoscenza di come sia nato questo circolo vizioso, è palese però che le fashion blogger più famose vengano prese come esempio da un numero sproporzionato di adolescenti e un personaggio come Francesco Sole - se non sapete chi sia cercate su Google, sinceramente non ho ancora capito nemmeno io quale sia il suo talento -  possa diventare protagonista di un programma televisivo in prima serata, senza che magari la candidatura di un professionista che sta lì, fermo, ad aspettare la sua occasione da anni, venga presa in considerazione. La colpa di ciò? Di coloro che li inseriscono all’interno del sistema mediatico rendendoli personaggi e quindi lanciando un messaggio chiaro e incontrovertibile; "non importa cosa sai fare, non importa tu possegga talento, se sei seguitissimo sui social, noi, in qualche modo ti piazziamo”. Forse è proprio questo il punto. I giovani si ritrovano davanti a questi esempi di strade prive di ostacoli, in discesa e, ovviamente, vogliono emulare la situazione tentando la fortuna e cercando il successo facile nello stesso modo.
Crearsi un seguito è il primo passo, e così nasce l’ossessione da numero di seguaci, l’ansia da prestazione da “like ricevuti su post e foto” e ci ritroviamo davanti a centinaia di persone - ragazzini, ragazzine e purtroppo anche qualche adulto - che combattono e battagliano tra di loro per non perdere il primato, roba che giuro sulla mia mamma, esistono più coalizioni sui social che all'interno del sistema politico italiano.  Questo circolo vizioso, come avrete intuito, porta ad una specie di follia collettiva e personalmente, non so decidere se sia più triste chi tra di loro acquista followers e like - esistono applicazioni e aziende che offrono questo tipo di servizio e soprattutto gente che ne usufruisce per “emergere” - o chi passa le giornate a controllare gli account altrui per comprendere chi colpevole di ciò. Alla fine poco importa, perché entrambe le tipologie di persone provocano in me un forte senso di nausea oltre che pena sconfinata nei loro confronti perché,  chi "acquista consenso", poraccio/a, si ritiene privo di capacità per ottenerlo, ritrovandosi costretto a pagare per farsi notare da brand, negozi, agenzie. Chi invece passa le giornate a spettegolare confabulare, puntare il dito, controllare gli altri – che nemmeno in Beautiful tutte ‘ste diatribe - e nel frattempo spera di ritrovarsi con 1000 seguaci in più, possiede una vita sociale talmente tanto vuota, che la calotta cranica della Vento, a confronto, pare trafficata come la Salerno - Reggio Calabria.  Provo pena nei confronti di tutti questi elementi, e provo schifo davanti alla certezza che una pagina Instagram, Facebook, Twitter, possa far sentire alcune persone  onnipotenti, facendogli perdere umiltà, spesso moralità,  e rendendo palese che l'unica loro ambizione, purtroppo, sia solo quella di diventare famosi e senza alcun merito. In grazia di Dio, i giovani italiani non sono solo quello che vi ho descritto in queste righe e questo nonostante la società precaria nella quale sono costretti a vivere, priva di meritocrazia e dove i diritti del singolo cittadino non appaiono più tali. Quindi mi inchino davanti a chi ancora insegue il sogno di una professione che non prevede l’accesso ai social, ma quello all’interno delle scuole, delle università, dei corsi di perfezionamento, o di qualsiasi altro luogo di formazione personale che plasmi talenti.
Concludo. I social network sono un mezzo - questo è chiaro - ma sono soprattutto un gioco e non devono mai smettere d'essere considerati come tale; possono donare visibilità, possono aiutarvi ad emergere se possedete capacità e talento,  ma il futuro fa parte della vita, quella vera, ed è lì che dovreste proiettarvi, perché se domani Instagram dovesse cessare d'esistere, con i seguaci a seguito che vi donano "onnipotenza" - finti e veri - tornereste ad essere quello che siete sempre state; quattro ragazzine senza nè arte nè parte che non posseggono le conoscenze tali da permettergli di utilizzare correttamente “un belin” di congiuntivo, che non posseggono le conoscenze nè le palle per esprimere un pensiero, ma che in compenso scattano bellissime foto a macaron, vestiti e sushi.

"Cosa fai nella vita?".
"Fotografo la colazione e mi pagano per questo!". 

BENVENUTI IN ITALIA.


You may also like

5 commenti:

  1. Articolo davvero molto divertente seppur crudo! Ottimo stile di scrittura e vabbè,il tuo stile su Insta è davvero stupendo e lo ammetto,spesso prendo spunto dai tuoi suggerimenti per i miei acquisti :)

    RispondiElimina
  2. Mi trovo sempre d'accordo con te!

    RispondiElimina
  3. Uno stile sferzante e molto critico e mi piace che ci siano ancora persone che dicono la loro senza problemi. sei molto brava, una fonte d'ispirazione per chi vorrebbe dire la sua ma non sa neanche da dove partire per farlo;)

    RispondiElimina

Copyright © 2013 Crinzieacapo by Alessandra Crinzi. All rights reserved . Powered by Blogger.

Post in evidenza

I prodotti per capelli che mi hanno convinta a provare l'ecobio

Non so bene come e quando sia iniziata questa "fissa", sta di fatto che da un giorno all'altro mi sono ritrovat...

La mia rubrica su Il corriere della città

La mia rubrica su                 Il corriere della città
Crinzieacapo

Categories

Translate

About

authorMunere veritus fierent cu sed, congue altera mea te, ex clita eripuit evertitur duo. Legendos honestatis ad mel. Legendos honestatis Munere veritus fierent cu sed, congue altera mea te, ex clita eripuit.
Learn More →


Popular Posts