Nata per proteggere: Muni e il futuro di Toti

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Quando ho sentito telefonicamente la signora Muni Sigona, ho percepito nel suo tono di voce quello che poi ho avuto modo di confermare documentandomi sulla sua vita; determinazione, intelligenza, ma soprattutto una grandissima forza d’animo che la contraddistingue. Lei è la madre di Toti, un figlio speciale che soffre di un grave disturbo psichico che lo porta a dover essere seguito costantemente e protetto in ogni momento. Negli ultimi anni Muni vive cercando di realizzare un progetto estremamente importante, quello di costruire una comunità per ragazzi come lui, con l’intento di creare un qualcosa che li faccia sentire socialmente utili e integrati. Un albergo etico, gestito da operatori professionisti e da ragazzi come Toti. Il progetto è la trasformazione di una proprietà della famiglia – una dimora del ‘700 sita a Modica (RG) – in un albergo comunità dove poter accogliere e coinvolgere ragazzi con forti disabilità. Che dire? È ovvio che tutto quello che non va a remunerare le tasche della casta non viene preso in considerazione come invece dovrebbe, e quindi è per questo che oggi ho deciso di parlarvene, rendendovi partecipi di questo intento meraviglioso; dopo aver parlato con Muni ho promesso a me stessa che avrei fatto di tutto per far conoscere a più persone possibili LA CASA DI TOTI. Da qualche giorno tramite il sito internet www.lacasaditoti.org, è possibile contribuire nella realizzazione di questo progetto, acquistando le magliette “Calle Calle” create dallo stesso Toti e dai suoi amici della cooperativa Orào di Catania. Ovvio, di magliette nei negozi se ne trovano di ogni tipo e genere, ma queste sono ovviamente tra le più speciali. Con soli 15,00 € – pagamento effettuabile anche con Paypal – supporterete questa Onlus e il nobile sogno di Muni, indossando qualcosa che porterà il sorriso sul volto altrui.
Di cattive abitudini ne possediamo a container – io per prima, ne ho sempre una nuova – molte che logorano, altre più innocue; sarebbe bello riuscire a prendere anche il “vizio” di soffermarci dinnanzi alle vite altrui. L’indifferenza è deleteria, non solo per chi la subisce, ma soprattutto per chi la prova. Facciamo partire questo nuovo anno con l’abitudine che ci vede ad ascoltare e aiutare il prossimo tutte le volte che possiamo, anche e soprattutto se il “problema” non ci tocca in prima persona. Utopia? Io non smetto di sperare e credo che oggi potrebbe essere il giorno buono per iniziare, magari proprio dalla Casa di Toti.



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