Non voglio essere single con te, ma voglio stare insieme a te

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Qualche giorno fa mi è ricapitato sotto mano il post della blogger inglese Isabelle Tessier intitolato “Voglio essere single, ma con te”. Condiviso più di 30.000 volte su ogni social esistente, è diventato l’inno all’amore per migliaia di persone che si sono immedesimate nel rapporto di coppia libero e spensierato descritto dalla blogger ultratrentenne.
Dopo averlo letto, riletto, letto di nuovo e per l’ennesima volta, dopo aver cercato di comprendere il perché sia piaciuto così tanto, provato ad amarlo e non essendoci riuscita, ho deciso di farlo mio, personalizzandolo, rendendolo più, come dire, reale, ovviamente secondo il mio punto di vista. Premetto, quella che segue non sarà una critica alle parole della Tessier, ma semplicemente una visione diversa delle cose. Il post iniziava così:

“Voglio che tu esca a bere una birra con gli amici. Voglio che, nel pieno dei postumi di una sbornia, mi chieda di raggiungerti perché desideri stringermi tra le braccia e voglio accoccolarmi accanto a te. Voglio che, appena sveglio, parli con me di tutto quello che ti passa per la testa ma che ti senta libero di fare dei piani diversi per il resto della giornata. Io farò altrettanto”.

Se vai a bere con gli amici non devi nemmeno dirmelo, garba anche a me farlo; è un modo come un altro per trascorrere del tempo con le persone alle quali vogliamo bene. Evitare di ridurci ogni volta come Ozzy Osbourne ai tempi d’oro però mi sembra più che corretto. Alla mattina, appena apriamo gli occhi, vige la regola del silenzio. Non è scortesia, io conosco te e tu conosci me. Entrambi abbiamo bisogno di almeno mezz’ora per realizzare che siamo vivi e che possediamo il privilegio della parola. Nel momento in cui accadrà, fare colazione e lavarsi i denti prima di aprire bocca diverrà un dovere morale e civile. Dopo ciò sarò felicissima di ascoltare i programmi della tua giornata, come tu sarai felice di ascoltare i miei. Se vorremmo trascorrere insieme del tempo sarà bellissimo e stai tranquillo, non ti proporrò di passare la domenica all’Ikea e nemmeno di accompagnarmi a fare shopping da Zara.

Proseguiva con:
“Voglio che mi racconti delle tue serate con gli amici. Che tu mi dica di quella ragazza al bar che non smetteva di guardarti. Voglio che mi scrivi quando sei ubriaco per dirmi cose senza senso, solo per assicurarti che anche io ti sto pensando”.

Voglio che mi racconti tutto quello che ti passa per la testa, della serata trascorsa con i tuoi amici e anche della tizia che ti ha guardato per tutto il tempo: mi serve nome, cognome, codice fiscale, colore capelli, occhi, segni particolari e ogni altra generalità che mi porti a riconoscerla. Ah! Amore mio, non mandarmi messaggi quando sei ubriaco. Entrambi possediamo uno smartphone dotato di correttore automatico che non riesce a farci comunicare quando siamo sobri, figuriamoci cosa può portarci a comprendere da alticci.

E ancora:
“Voglio ridere mentre facciamo l’amore, magari perché ci sentiamo goffi mentre sperimentiamo tra le lenzuola. Voglio che, mentre siamo con i nostri amici, tu mi prenda per mano e mi porti in un’altra stanza perché non resisti più e vuoi fare l’amore con me proprio lì, in quel momento. Già ci vedo mentre cerchiamo di essere più silenziosi possibile per non farci sentire”.

Voglio vivere il sesso intensamente, senza paure né preconcetti. Voglio essere l’unico oggetto del tuo desiderio, sempre. Voglio sperimentare tra le lenzuola senza vergogna e godermi ogni singolo momento di passione che ci lega. Evitiamo però di copulare dovunque e soprattutto a casa di amici. Non siamo Verdone e la Gerini in Viaggi di Nozze ed io non ho sorelle che si chiamano “ERSA(H)”.

“Voglio mangiare con te, voglio sentirmi libera di parlarti di me e che tu faccia lo stesso. Voglio immaginare l’appartamento dei nostri sogni, pur sapendo che forse non andremo mai a vivere insieme. Voglio che tu mi racconti dei tuoi piani senza capo né coda. Voglio che tu mi sorprenda, che tu mi dica “Prendi il passaporto, partiamo!”…”.

Voglio condividere con te pranzi, cene e anche merende. Voglio immaginare la nostra casa dei sogni convinta che sarà come l’abbiamo sempre desiderata. Voglio che mi racconti i tuoi piani e rendermi conto, mentre lo fai, che non sono solo tuoi ma che li hai resi anche nostri. Voglio sorprenderti, voglio anche che tu mi sorprenda! Ma non sarà necessario dirmi “Prendi il passaporto, partiamo!”, anche perché abbiamo entrambi un lavoro, delle responsabilità e ‘ste improvvisate possono funzionare solo in Pretty Woman. Basterà stare insieme come piace a noi, anche per due giorni a Varigotti o a Montoggio. Sai che mi frega del posto?

“Voglio aver paura insieme a te. Voglio fare cose che non farei con nessun altro, solo perché con te mi sento sicura. Voglio rientrare a casa ubriaca dopo una serata con gli amici e voglio che tu mi prenda il viso tra le mani, mi baci e mi stringa forte”.

Anch’io voglio avere paura insieme a te perché so che quando mi prendi per mano sento di poter affrontare tutto. E tranquillo! Ho smesso di bere superalcolici da un bel po’, quindi non rischi più di vedermi chiusa al cesso mentre vomito senza ritegno Pasqua 1996. Hai già dato, povero te.

“Voglio che tu abbia la tua vita, che decida su due piedi di partire per un viaggio. Che mi lasci qui, sola e annoiata, ad aspettare che appaia un tuo “ciao” su Facebook. Non voglio sempre partecipare alle tue serate fuori e non voglio sempre doverti invitare alle mie. Così potremo raccontarcele a vicenda il giorno dopo”.

Io desidero che nella condivisione ognuno di noi abbia la sua vita. Intendo dire che possiamo stare anche tutto il giorno senza né sentirci né vederci, la cosa non peserà. Non ho bisogno di sapere dove sei e cosa fai in ogni momento. Sarà bello incontrarci alla sera e raccontarci le nostre giornate. Voglio che parti per un viaggio se ti va di farlo, ma levati dalla testa di farti sentire solo tramite un “Ciao” e per giunta scritto su Facebook, perché la sottoscritta non è la blogger del “Voglio essere single ma con te”; io se sparisci ti vengo ad acchiappare pure a Pechino. Non voglio partecipare alle serate con i tuoi amici e non voglio nemmeno che tu partecipi alle mie; ti conosco bene e so che ti annoieresti mentre si parla di cerette a caldo, uomini stronzi e orgasmi mancati.

“Voglio qualcosa che sia, allo stesso tempo, semplice… ma non troppo. Qualcosa che mi metta in testa mille domande ma che mi consenta di conoscere la risposta appena sono vicina a te. Voglio che pensi che io sia bellissima, che tu sia orgoglioso di dirlo quando siamo insieme. Voglio sentirti dire che mi ami, proprio come farò io con te. Voglio che mi lasci camminare davanti a te così puoi goderti la vista del mio sedere”.

Io voglio un amore sincero, sentirti dire che mi ami, come io lo dirò a te. E sì: ok, mi sta bene anche la parte dove mi guardi il sedere mentre cammino, ma ritengo giusto avvisarti che non rimarrà sempre lì sopra, prima o poi smetterà di combattere la forza di gravità e cadrà per terra come Lisa Fusco mentre prova a fare una spaccata.

Conclude:
“Voglio fare dei piani, anche se non sappiamo se li realizzeremo oppure no. Voglio essere tua amica, la persona con la quale ami uscire e divertirti. Voglio che non perda il desiderio di flirtare con altre donne, ma che torni da me sempre, quando la serata volge al termine. Perché forse io sarò andata a casa prima, senza di te. Voglio essere la persona con cui adori fare l’amore ed addormentarti subito dopo. La persona che si leva di torno mentre lavori e che adora osservarti quando ti perdi nella musica che ami. Voglio avere una vita da single, ma con te. Così la nostra vita di coppia potrà essere uguale a quella che abbiamo oggi, come single, ma vissuta insieme. Io ti troverò…”.

Amo progettare il futuro insieme a te e desidero poterlo fare tutti i giorni. Voglio essere la tua donna, ma anche la tua migliore amica, quella che ai tuoi amici dici: “Lei è la numero 1!!”. Voglio essere l’unica persona con cui adori fare l’amore e soprattutto abbandonarti, addormentandoti poco dopo. Voglio un rapporto sano, vissuto insieme per davvero, non a rate. Io non voglio essere single con te, perché se volessi questo adesso non parlerei di te, con te, ma scriverei di quanto è meraviglioso non dover mai rendere conto a nessuno. E parliamoci chiaro, non voglio che per sentirti vivo tu possa provare piacere a flirtare con altre donne. Se dovesse accadere, ammetto, credo che non la prenderei bene, come penso che nemmeno tu saresti contento di vedermi intenta ad attizzare mentalmente e fisicamente un altro uomo.
Entrambi lo sappiamo e ci crediamo: amore e amicizia non sono solo sinonimi di libertà, ma anche di rispetto e non ci fa paura amarci. Piuttosto, ci terrorizza il pensiero di viverci a metà.


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