L’audience che schiaccia la morale: Sollecito e Riina protagonisti della TV italiana

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Questa settimana è iniziata con due notizie che mi hanno lasciata incredula, quasi sconvolta, al punto da ritrovarmi qui, alle due di notte, con le dita che viaggiano da sole sulla tastiera, in modo che possano evitare di impugnare un martello enorme e scagliarlo contro tutte le televisioni presenti in questo appartamento. Fatemi sfogare, dunque, ve ne prego.

Allora, vediamo la prima notizia; Raffaele Sollecito – indagato per l’omicidio di Meredith Kercher, condannato in primo grado, ma in seguito definitivamente assolto – è stato assunto da TgCom24, come opinionista su fatti di criminalità e giustizia.
Sì, lo so, anch’io pensavo fosse una bufala ed invece no, la news è vera. La seconda notizia, invece, ha come protagonista Bruno Vespa – lui non devo presentarvelo, non so se per fortuna o se purtroppo – che dopo i Casamonica ha pensato bene di intervistare il figlio di Totò Riina, permettendogli di promuovere il suo primo – e spero ultimo – libro.

Quindi ditemi: tutto questo vi sembra corretto? Per voi è normale che Raffaele Sollecito – a prescindere dal giudizio che l’ha visto scagionare dall’omicidio di quella povera creatura – venga assunto da un canale televisivo per dare ai telespettatori la sua opinione sulla giustizia italiana? Qual’è il senso di tutto questo? A parte i processi e gli anni di carcere che l’hanno visto come protagonista, qual’è la sua competenza in ambito? Perché dovrei soffermarmi sulle sue parole senza cambiare canale? Non c’è scusa e non c’è giustificazione. Perché non assumere un giovane laureato competete e soprattutto estraneo a macabri fatti di cronaca?
E ditemi, vi sembra altrettanto normale che una TV di Stato, una TV che ogni anno pago fin troppo profumatamente per ricevere in cambio un servizio – tra l’altro estremamente scarso, spesso fazioso, altrettanto spesso inutile – abbia permesso l’intervista al figlio di un assassino, mafioso, che ieri sera, per giunta, non si è presentato negli studi di Porta a Porta con l’intenzione di pentirsi per il padre, ma solo con l’intento di parlare del libro scritto per “salvare la dignità della sua famiglia”; come se ci fosse qualcosa di salvabile, come se l’uccisione di centinaia di persone fosse giustificabile, come se bastasse un libro promosso in una rete pubblica, di Stato – lo stesso Stato che i Giudici Falcone e Borsellino hanno cercato di salvare – per dimenticare i litri di sangue di cui si sono macchiate “le manuzze” del suo amatissimo padre.

Su forza! Spiegatemi! Com’è possibile che accada tutto questo? È l’audience che comanda? Se la risposta fosse sì, starebbe a significare che i media ci offrono quello che noi gli chiediamo e no! Io non posso credere che questa mia Italia abbia toccato il fondo e così. Non posso pensare che ci sarà gente che guarderà TgCom24 morbosamente, per vedere l’espressività di Sollecito, per sentire la sua voce, per porsi ancora dubbi sulla sua innocenza, nello stesso modo in cui non posso credere che nessuno, ieri sera, abbia provato rabbia e frustrazione, mentre leggeva negli occhi di Riina lo spirito di rivalsa, ma non mortificazione, ravvedimento.
Vi chiedo scusa se vi ho sommerso di domande inutili, di parole forse ancora più inutili, ma ho trentatré anni, se Dio vorrà ancora un po’ di tempo da vivere, e quindi posseggo un futuro che vorrei trascorrere in un paese che possiede dignità; la stessa che manca alla nostra Italia.

Alessandra Crinzi

Un’italiana indignata, una siciliana profondamente arrabbiata e addolorata.


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