Donne e prova costume: la nuova ossessione

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Un tempo la primavera arrivava insieme all’inebriante profumo dei fiori e alle allergie di stagione: lacrime, starnuti e imprecazioni. La sentivamo mentre ci avvolgeva con le sue giornate più lunghe e grazie a quel sole più caldo che – cervicale esclusa – permette di asciugare i capelli all’aria. Oggi no, le cose sono cambiate, e con l’ingresso di questa stagione pare che non si abbia più il tempo né per i fiori né per il calore del sole, perché noi donne veniamo travolte da radio, giornali, tv, social network che ci assillano in merito all’ormai temutissima – musica da film horror in sottofondo – prova costume. È incredibile! Sembra quasi lo facciano apposta. Fateci caso: fino a qualche settimana fa non si faceva altro che parlare di panettoni, torroni, colombe e uova di Pasqua e adesso invece ci voglio definite, senza un filo di cellulite – non perdendo occasione di ricordarci con tono severo e accusatorio che, poracce noi, è una malattia – ci vogliono tirate che nemmeno la faccia di Briatore dopo l’ultimo lifting, come se l’unico scopo del nostro genere, fosse quello di apparire “perfette”, sexy, attraenti, lisce come il fondoschiena di un bambino, mentre invece, in verità, vorremmo semplicemente sentirci libere di fare due passi sulla riva del mare, magari prendendo un po’ di colorito per spazzar via la stanchezza ed il grigiume invernale, e senza dover necessariamente provare l’ansia di essere giudicate perché non in forma come l’ultima modella sulla copertina di Vogue.
Su, ditemi che non è vero! Quante volte vi siete poste il problema? Quante volte avete provato vergogna nel pensare di indossare un costume in una spiaggia affollata?
Ve lo dico io: troppe. E sapete il perché? Perché siamo state indottrinate così, perché ci hanno fatto credere che la pancetta non sia ammessa, che l’addominale in vista sia vincente e che la ritenzione idrica sia da sfigate.
Che assurdità! Io non so voi, ma personalmente mi sono stufata, perché ok, è giusto mangiare sano, è giusto fare attività fisica, ma tutto ciò non deve diventare uno scopo di vita, tutt’altro.
Settimanalmente ricevo decine di mail di ragazzine e donne che mi chiedono come fare a superare il timore di essere giudicate dagli altri per il proprio aspetto esteriore; ecco, se proprio lo volete sapere, è questo mi terrorizza, e molto più della stupidissima prova costume e dell’inviata in spiaggia di Studio Aperto pronta ad inquadrare i miei cuscinetti adiposi.
Credetemi, ho la pelle d’oca mentre penso che ci sono donne come me, che vivono nel timore di non essere all’altezza di questa società che ci vuole perfette fisicamente e che non s’interessa minimante a quello che realmente desideriamo, a cosa pensiamo, e anzi, se non lo facciamo – pensare – ancora meglio, perché così avrà modo di venderci più facilmente l’ultima crema contro la cellulite, l’ultima tisana drenante e ovviamente anche la convinzione che usando tutto ciò, anche noi potremo conquistare l’approvazione del prossimo.
Sono stanca, sul serio. Sono stanca di tutta questa superficialità. Sono stanca di vedere le nuove generazioni in balìa di questo immenso vuoto basato sull’apparire, sull’apparenza.
E datemi retta: curate il cuore, l’animo e insieme a loro anche il corpo, ma perché quest’ultimo è direttamente collegato alla salute. Siate vanitose, ma non ossessionate dalla fisicità e soprattutto, siate consapevoli che la vostra mente non perderà mai la battaglia contro la forza di gravità, contro il tempo che passa, le vostre belle chiappe invece sì, e quel giorno, quando accadrà – perché accadrà, eccome se accadrà – dovrete avere il cervello che vi permetterà di guardarvi allo specchio e sorridere, fiere delle donne che siete state, felici delle donne che sarete…
Lo auguro a tutte.
A presto.




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