Guida – atipica – ai regali di Natale 2017





Ero qui sdraiata sul letto con il portatile sulle gambe e la musica nelle orecchie, pronta per preparare il post blog che sono solita proporvi ogni anno, quello dove vi do qualche idea su cosa regalare aNatale. 
Poi ho aperto word, ho guardato la paginata bianca, e mi sono resa conto che la mia intenzione non era più quella.
Oggi ho appreso della morte di un caro amico di famiglia, una di quelle persone che non vedi da tantissimi anni, ma delle quali hai uno splendido ricordo. Una di quelle persone che è sempre stato protagonista dei ricordi e dei discorsi dei tuoi genitori. Uno di quegli uomini davvero buoni, che ti vengono in mente e ti portano sempre un sorriso naturale e sincero. 
Mentre scrivo realizzo quello che è successo – credo che terapia migliore non potessi scegliere – e che, soprattutto, mancano davvero pochissimi giorni a natale. Realizzo che questa persona era un bravo padre di famiglia, e che lasciato una moglie e due figli, che questa moglie e questi due figli trascorreranno le festività più tristi della loro vita e che, nel frattempo, noi siamo qui tutti affannati e preoccupati perché ci mancano ancora troppi regali di Natale – gli stessi che spesso e volentieri, se donati alle persone sbagliate, il giorno dopo vengono riciclati più velocemente del cartone.

Mi affaccio alla finestra. Vedo centinaia di persone affannate. Le strade sono piene; corrono da una parte all’altra, si fanno spazio in mezzo alla folla, e nel frattempo, invece, vorrebbero essere da tutt’altra parte. Avvolti in piumini e sciarponi, girano tra i negozi insieme a non so quante altre persone nelle loro stesse condizioni e con un unico obiettivo: finire di acquistare tutti i regali al più presto possibile. Li vedi lì, dietro ai finestri dell’auto appannati, sono in coda e incazzati a morte per il traffico. Suonano il clacson ripetutamente, non vedono l’ora di togliersi il pensiero. Il Natale per loro e per tanti altri, è diventato una roba  che non vedono di toglierselo dalle palle perché sinonimo di stress.
E allora sapete cosa vi dico? Che questa è follia, che questa è pazzia collettiva, che ci serve una doccia fredda per lavarci di dosso il lordume consumistico che ci sta facendo perdere di vista quello che è realmente importante. Forse sarebbe il caso di preoccuparci meno di cosa comprare e a chi, approfittando di questi giorni per trascorrere delle ore piacevoli con le persone che amiamo, e solo con quelle. Dovremmo avere il coraggio di liberarci dall’ipocrisia che c’impone di vivere le festività insieme a un container di parenti che tali sono solo di nome, allontanare quei conoscenti che spuntano una volta all’anno per poi sparire di nuovo, dedicando il nostro tempo – preziosissimo tempo – solo alle persone con le quali amiamo condividere la nostra esistenza. E chi se ne frega dei regali. Chi se ne frega di cosa riceverò, di cosa riceveremo, di quello che riceverai. Il vero dono l’abbiamo davanti agli occhi, e spesso non sappiamo dargli il giusto valore perché ce l’hanno fatto perdere di vista; ci hanno accecati a suon di deleteria superficialità. 
Il dono è avere accanto i propri genitori, cucinare con i propri nonni, baciare l’uomo, la donna che si ama. Il dono è che loro abbiano salute, che ci siano, è il  mangiare a tavola tutti insieme, ridere, scherzare, magari pure litigare, ma farlo! Perché la vita con noi è stata generosa e ha deciso di continuare a darci l’opportunità di guardarci negli occhi, abbracciarci, discutere, parlare, mandarci anche a quel paese.

Banale vero? Patetico, giusto? Può essere, ma la verità è che non dobbiamo necessariamente arrivare a perdere persone e momenti per dargli il giusto valore. Possiamo farlo anche ora.
Fermatevi, smettete di affannarvi, iniziate a farlo, ma da oggi. 
Questo è il regalo più bello che possiate fare e farvi. 

Ciao Michele.

Lascia un commento