Livigno da vivere, anche in estate

Sono isolana: nata in Sicilia, ho trascorso 13 anni della mia vita in Sardegna, e sono cresciuta con una sola intramontabile convinzione: in inverno montagna, ma in estate è solo e soltanto mare! Quest’anno sono riuscita a distaccarmi da questo preconcetto trascorrendo una settimana nella meravigliosa Livigno, località della Valtellina che mi ha conquistata nella stagione fredda, ma che è riuscita a stravolgermi, stupendomi, durante quest’estate 2018.

Sono stati sette giorni all’insegna del relax; a contatto diretto con la natura, ho mangiato prodotti tipici genuini mentre godevo di un meraviglioso clima paragonabile a quello primaverile –  completamente differente da quello afoso della città – e ho avuto modo di scoprire che, anche durante il periodo estivo, in montagna, non ci si annoia mai.

Oggi vi racconterò la mia vacanza: posti visitati, emozioni provate, piccoli consigli per voi tutti che, prima o poi, avrete il modo e la fortuna di finire tra le montagna di questa magica località.

 

Parliamo subito di cose pratiche; come trovare l’albergo giusto? Siamo nel 2018 e abbiamo la fortuna di poter usufruire di Booking e Trivago, servizi che risolvono la questione in pochissimi click. Se in questo modo non doveste trovare disponibilità nell’albergo prescelto, vi consiglio di fare come gli antichi: telefonate! Spesso, anche se le camere Booking sono tutte esaurite, in albergo c’è ancora disponibilità. Questa volta io e Andrea abbiamo alloggiato al Camana Veglia, hotel in pieno centro che vi consiglio per l’estrema cura di ogni dettaglio, la gentilezza e la disponibilità del personale, le cene a lume di candela con piatti cucinati in modo sublime, le stanze, di diversa metratura, arredate impeccabilmente, al punto che, per qualche istante, appena arrivata, ho pensato d’essere finita in un film, una roba tipo Vacanze estive a Livigno 2018, con Cristian De Sica, Massimo Boldi e Alessandra Crinzi.

Lo sapete che quando c’è La Crinzi, si magna sempre.

 

Conoscere Livigno non significa semplicemente percorrere a memoria ogni strada del paese o riconoscere ad occhi chiusi i suoi piatti tipici. Per scoprirla, entrando nel suo cuore, vi consiglio una visita guidata al Mus!, museo di  Livigno e Trepalle, macchina del tempo che ha il potere di far scoprire le origini e il folklore di queste località che, per lunghissimo tempo, sono state maestre dell’arte dell’arrangiarsi. La visita è insolita e divertente; il museo è situato all’interno di un’antica abitazione che, stanza per stanza, e in un modo del tutto originale, porta i visitatori a conoscere non solo il difficoltoso passato di questa comunità, ma anche il come ed il perché sia arrivata all’attuale innovativo presente.

 

 

All’agriturismo La Tresenda, invece, abbiamo trascorso una giornata che difficilmente potrò dimenticare. Luogo che profuma di genuinità, gestito da una famiglia che ho amato all’istante, e non solo per la gentilezza con la quale ci ha accolti, ma soprattutto per la limpidezza d’animo di ogni suo appartenente – un abbraccio a Paolo, Barbara e Martina. All’interno de La Tresenda si ha la possibilità di stringere amicizia con dei simpaticissimi e pelosissimi Alpaca – più socievoli dei miei vicini di casa –  completamente abituati alla presenza di noi bipedi.

Io e TJ, che per le pose tattiche ha davanti una carriera da influenzzzer.

La passeggiata a cavallo è un’altra delle attività proposte dall’agriturismo. Un percorso panoramico che lascia senza parole, condiviso con la splendida creatura che vi porterà in sella. I cavalli sono perfettamente addestrati e Luigi, l’istruttore, oltre ad essere di una simpatia disarmante, saprà mettervi a vostro agio spiegandovi al meglio come godere al massimo di quest’esperienza che, credetemi, è davvero per tutti. Al rientro potrete pranzare deliziandovi con un’abbondante grigliata di carne – su prenotazione il lunedì e il giovedì – o affidandovi al curatissimo menù alla carta. Io ho avuto modo di provare entrambe le esperienze culinarie e posso garantirvi che le mie papille gustative sono rimaste incredibilmente entusiaste. All’agriturismo La Tresenda ci si emoziona, ci si rilassa, ci si diverte, si mangia benissimo, si fa amicizia – con esseri molto umani e animali – si creano legami. Un’addizione che crea un risultato non da poco: per me è DIESCI :)! – ma da quello che ho capito, pure per Alessandro Borghese.

Io e Fiorella <3

L’escursione alla cascata della Val Nera è stata un’altra delle esperienze che m’è rimasta nel cuore – ma come avrete intuito già quest’inverno, quando si tratta di Livigno non c’è dettaglio che non conquisti. Partendo dall’agriturismo Alpe Vago, camminerete completamente avvolti dagli alberi, respirerete aria incontaminata e delizierete i vostri occhi grazie a dei paesaggi che stupirebbero anche Heidi, nonno e caprette a seguito. Dopo 40 minuti di piacevolissimo cammino arriverete a meta dove potrete ammirare la maestosità del luogo e della sua protagonista indiscussa: la cascata che ipnotizza e lascia senza fiato. Lì avrete anche modo di sostare, magari decidendo di mangiare qualcosa al sacco, o più semplicemente godendovi il suono dell’acqua scrosciante che saprà cullarvi come solo madre natura è capace di fare. Il percorso è molto semplice, e va benissimo anche per famiglie con bambini.

La pace

 

La pace interiore parte seconda

 

Sempre per gli amanti delle camminate, un altro posto da non perdere è  Crap de la Parè. Il percorso che abbiamo scelto noi – il più breve, e anche il più semplice – parte da Passo Eira. 40 minuti di camminata, solo un paio di salite un pochino più toste, ma fattibili. La meta è incredibile: 2390 metri d’altezza e Livigno dall’alto abbracciata al suo lago. Preparatevi a scattare seimila foto come la sottoscritta – ve le risparmio, tranquilli – perché vi sembrerà di toccare il cielo con un dito mentre camminate tra le nuvole.

 

Panorama mozzafiato a La Crap de la Parè

 

Ho sempre vissuto Livigno in inverno e il suo lago, in quel periodo, è ghiacciato. Durante la bella stagione, invece, si ha la possibilità di viverlo a pieno, non solo ammirandolo ma anche “navigandolo” grazie al noleggio kayak, pedalò e barche che troverete in Val Alpisella. Al centro del lago troverete una caratteristica piattaforma di legno con panchine e sdraio: qui potrete attraccare e sostare per circa un’oretta – inutile dirvi che la protezione 50 è d’obbligo se non volete fare la mia fine, cotta al sole come un Kebab. Ah! A proposito di cibo! Visto che siete tutti delle buone forchette, vi consiglio di provare il menù del Ristoro Val Alpisella: al piano terra bar tavola calda per chi preferisce un pasto veloce, magari con un panino. Al primo piano ristorante con vista lago e dolcissima famiglia di caprette – con menù che soddisfa ogni gusto: la polenta è pazzesca!

 

Abbiamo scattato 50 foto. Risultato: lago sempre splendido, io 50 volte con gli occhi chiusi.

 

Per farmi tornare a terra hanno dovuto corrompermi con un paio di birre.

 

Siete dei temerari? Vi sentiti gli eredi incompresi di Indiana Jones, e Jason Bourne vi spiccia casa e, soprattutto, l’altezza non vi fa paura e non soffrite di vertigini come sottoscritta? Fantastico! Il Larix Park è quello che fa per voi. Di cosa si tratta? Il Larix è un parco avventura immerso nel verde dove potrete sfidare voi stessi tra carrucole e camminate su cavi sospesi, scegliendo ovviamente tra uno dei 7 percorsi dalle  diverse altezze e difficoltà, divertendovi in completa sicurezza. La mia esperienza al Larix è stata tragicomica – testimoni furono non solo i larici secolari, ma anche tutte le persone presenti quel giorno: una figura pietosa. Vi spiego meglio; purtroppo, solo dopo essere stata imbragata e aver scelto il percorso, tra l’altro uno tra i più semplici, quello svolto ad occhi chiusi dai bambini – non ridete, vi vedo, maledetti ingrati senza cuore – mi sono resa conto d’essere terrorizzata dall’altezza più di quanto mi terrorizzi un primo piano della d’Urso quando ride di gusto.

Per mia fortuna, ho avuto modo di essere accompagnata e supportata da Simone Nani, responsabile del parco e mio angelo custode di quel pomeriggio di luglio che mi ha aiutata a superare la paura – o almeno, a provarci – e l’ha fatto non solo con grande professionalità, spiegandomi le tecniche per superare gli ostacoli, ma anche con grande, grandissima sensibilità.

Detto questo: il Larix Park è un luogo adatto ad adulti, ragazzi, bambini. Un posto dove trascorrere una giornata fuori dalle righe, dove ci si diverte a contatto con la natura e dove, in totale sicurezza, si ha la possibilità di superare i propri limiti; io ne so qualcosa.

Ps) Simo, se al posto di Kate Winslet su quella tavola galleggiante ci fossi stato tu, a quest’ora Leonardo DiCaprio sarebbe ancora vivo. Non ti dimenticherò mai.

 

Io che sorrido ad una fontana per venire carina in foto

 

Per chi preferisce le attività al piano terra – ed io comprendo perfettamente – una bella pedalata in bici è toccasana per gambe, cuore e mente. All’interno del paese troverete diversi negozi attrezzati che permettono il noleggio. Noi, anche in quest’occasione, e visto che a gennaio avevamo avuto modo di pedalare sulle loro fat bike, abbiamo scelto di affidarci a Sport Azzurro noleggiando delle comodissime bici elettriche che facilitano la pedalata nelle salite e nei percorsi sterrati. È stata una splendida giornata; siamo passati da una parte all’altra del paese grazie ai fantastici e comodissimi 17 chilometri di pista ciclopedonale. Volendo, si ha anche la possibilità di effettuare escursioni guidate nel bosco. Noi quel giorno eravamo fuori forma –  o meglio, io mi stavo ancora riprendendo dallo shock del Larix 😀 – quindi abbiamo preferito qualcosa di più tranquillo e abbiamo colto l’occasione per pranzare e merendare alla Latteria di Livigno, dove abbiamo bevuto una delle buonissime birre 1816, assaggiato il formaggio prodotto in loco, e fatto merenda con il famosissimo gelato del posto.

 

 

Siamo arrivati alla fine, felice di aver ripercorso delle giornate che porterò nella mente fino a quando non avrò modo di tornare tra le montagne di questo paese  che, ormai, fa parte della mia vita, grazie agli splendidi ricordi che fino ad oggi mi ha regalato, alle emozioni provate, alle persone incontrate che, ogni volta, mi hanno fatto imparare qualcosa di nuovo. Non so come spiegarvi, ma questo luogo, le sue strade, e i suoi abitanti sono davvero speciali. Vorrei trovare le parole adatte per descrivere il perché, ma credo che il modo migliore per comprendermi sia preparare la valigia; che sia autunno, inverno, primavera, estate, Livigno è da vivere, con cuore e anima, ed in ogni stagione.

 

Un grazie particolare va all’APT di Livigno che ci ha fatto sentire parte della comunità, in particolar modo Martina Bormolini e Michela Martinelli che hanno reso questa nostra vacanza davvero, davvero speciale.

Lascia un commento